Care amiche e cari amici,
il nostro sito olivettiani.org sta annaspando.
Quasi a zero ormai i contributi di articoli, idee, proposte. Le scarse notizie si riferiscono purtroppo, sempre più spesso, a vecchi colleghi scomparsi, relativamente ai quali si risveglia ogni tanto qualche commento.
“I vecchi soldati non muoiono, svaniscono lentamente” disse al momento del suo ritiro il grande generale americano MacArthur, fra i protagonisti della seconda guerra mondiale e della guerra di Corea.
Ecco, del nostro gruppo, attraverso quanto possiamo vedere dalle vicende del sito, abbiamo la stessa impressione. Intendiamoci, è un fenomeno del tutto fisiologico, di cui dobbiamo solo prendere atto, sia pure con tristezza: gli anni passano, tanti di noi non ci sono più, tanti hanno problemi personali o famigliari.
Abbiamo quindi pensato di chiudere questo “luogo d’incontro”, come l’abbiamo chiamato dal principio, con un termine che ci sembra tuttora molto felice. Quando? Nelle prossime settimane, in occasione della scadenza del contratto con Amapola, che con l’occasione ringraziamo per i tanti anni di fruttuosa collaborazione.
Questo almeno è il pensiero di quella pattuglia di “fondatori” che all’inizio di questa avventura, nel 2008, avevamo chiamato “tedofori”. Siamo fieri dell’attività che siamo riusciti a svolgere in questi anni e siamo convinti che tutti abbiamo trovato una gran bella occasione per rinsaldare vincoli di amicizia e di colleganza stretti durante gli indimenticabili anni di permanenza in Olivetti.
Ma tutto prima o poi ha un termine: da qui la nostra decisione.
Tuttavia, se il popolo degli olivettiani ci tiene ancora… batta un colpo, anzi se possibile più colpi! E soprattutto… si faccia avanti!
Ai pochi lettori rimasti: dopo settimane di incertezze e ripensamenti mi sono deciso a pubblicare questo annuncio, che giaceva sulla mia scirvania da settimane in attesa di uscire allo scoperto. Siamo tornati tutti dalle vacanze estive e normalmente avremmo ripreso a programmare qualche attività, a scrivere qualcosa sul tema che ci ha appassionato e coinvolto per tanti anni.
Tuttavia ho pensato che era giusto porre un termine a queta bellissima avventura, a cui io e un ristretto gruppo di amici e colleghi abbiamo dedicato tempo, passione, incontri telematici e ravvicinati. Non mi dilungo perchè ogni riga è una sofferenza, ogni frase un ricordo, ogni nome è un’amicizia iniziata nel 2008 come comunità ma molto prima per tanti di noi che hanno condiviso una vita più o meno lunga in Olivetti.
Terremo in piedi questo sito ancora per qualche tempo, per raccogliere gli sparuti messaggi dei pochi e anziani lettori che ci hanno seguito sino ad ora.
Sono certo che molti di noi continueranno a sentirsi, scriversi, incontrarsi ove possibile; ma anche le favole hanno una fine, e la nostra è stata lunga, bella, piena di ricordi.
Grazie a tutti coloro che hanno collaborato, partecipato, scritto in questi lunghi anni. E grazie agli amici che ci sono stati vicini fino agli ultimi giorni della loro vita terrena. La grande comunità degli olivettiani non morirà mai, nella nostra mente e in quella dei nostri figli e nipoti.
Anche senza commenti, ho sempre seguito con interesse i post/aggiornamenti. Mi spiace.
Ciao Mauro , vado un po’ controcorrente . Alla nostra età sicuramente non è tempo di “favole” : tuttavia mi chiedo perchè chiudere ? Quante cose belle ” abbiamo” fatto e non abbiamo condiviso su questo luogo di incontro ? Perchè non darci un “periodo di prova ” di dodici mesi e provare a raccontarle ? Come ? semplicemente chiedendole a chi ancora è in grado di ricordarle e di raccontarle ! So che l’obiezione potrebbe essere : ma hai fatto i conti con la pigrizia di ciascuno di noi ? E allora ti propondo di raccontarle come se ci si vedesse davanti ad un caffè o ad un buon bicchiere di vino in cui uno chiede e l’altro gli racconta . Insomma il vecchio palinsesto della ” intervista ” . Ti do la mia disponibilità ad organizzare con la tua collaborazione 12 di questi incontri e a realizzare 12 racconti . Se ti va ……. il mio numero lo conosci . Chiamami . Sarà comunque l’occasione per scambiarci due chiacchere ……….
Carissimo Caldiroli, lieto di leggerti e condivido la proposta
Con stima
Ciao Emilio . sono lieto di “reincontrarti ” . Se la mia proposta a Mauro dovesse essere accolta conto anche su di te per ripescare e riproporre un evento che abbiamo vissuto insieme ( Ahimè tanti e tanti anni fa )
Un abbraccio
Giuliano
Devo prima di tutto fare ammenda. In tutti questi anni sono stato un assiduo lettore di tutto quello che è stato pubblicato sul sito Olivettiani ma non ho fornito nessun contributo come forse è successo a molti di noi. Mi associo alla proposta di mantenere vivo il sito per un periodo di 12 mesi e mi impegno fin da adesso a mandare un primo contributo entro i prossimi 15 giorni e a farne seguire altri nei mesi successivi. Sono sicuro che, con un piccolo impegno da parte di ciascuno di noi, possiamo ridare vita a questo sito e mantenere viva la memoria di una grande azienda in cui abbiamo avuto il privilegio di lavorare. Siete d’accordo? Ci vogliamo tutti scollare la pigrizia di dosso prima che l’Alzheimer spenga i nostri ricordi?
Grazie a tutti per questo luogo d’incontro.
Dal lontano 1908, l’Olivetti ha dato tanto, e per lungo tempo, innovando ma anche adattandosi all’evoluzione tecnologica e domanda di mercato.
Agli inizi degli anno 90 pero’ si e’ persa e non si e’ piu’ ripresa.
Sono stato in Olivetti dal 1984 al 1993 (nove anni) dove sono cresciuto professionalmente (R&D Ivrea, Marketing Milano, terminando con il ruolo di Vice Presidente Marketing per Olivetti North America (ex ISC-Bunker Ramo)).
In quegli anni ho avuto la possibilita’ di vivere la vera anima del gruppo con le sue iniziative sociali (gruppo sportivo GSRO, biblioteca, asilo nido, campi da tennis, ristoranti…) uniche in Italia, allora e probabilmente per sempre.
Mentre Olivetti sul lato tecnologico, design, qualita’, formazione e attenzione al sociale e’ stata da sempre un innovatrice; negli anno 90 sul lato visione, e conseguenti strategie di business, partnerships e organizzazione aziendale ha lasciato molto da desiderare.
Tant’e’ che e’riuscita a implodere, riducendo tutto, incluso il personale, passando da decine di migliaia a qualche centinaio di oggi.
Sul lato visione, il racconto degli incontri del management Olivetti con Bill Gates e Steve Jobs, entrambi agli albori delle loro carriere, fanno ancora oggi sorridere.
Ho vissuto in prima linea le coseguenze della implosione interna, a parer mio, dovute ad errori strategici e da “troppi galli nel pollaio: Olivetti = Systems & Networks + Office+ Service”.
Olivetti invece di potenziare la forza del marchio,l’equity e l’asset di essere una “one-stop-shop”, e’ riuscita in un colpo solo a distruggere valore. Creando tre unita’ di business, con prodotti sovrapposti (HW e SW) con rispettive sedi di R&D, linee di produzione e reti di commercializzazione (mentre la concorrenza era focalizzata nella razionalizzazione), Olivetti ha triplicato quasi tutto, incluso il tentativo di avere tre consociate per nazione, confondendo completamente i clienti.
Creare il polo di telecomunicazioni si e’ stato positivo (per alcuni), a scapito di perdere e cedere tutto il resto.
Il resto e’ storia.
Auguro successo e lunga vita a tutti gli Olivettiani passati e futuri.
I read this announcement with profound sorrow. While I rarely contribute or comment on communications, I always follow the site’s new content.
Even though I worked in Ivrea for only two years, it left me with a profound respect for and connection to the global corporation. My 20 years with British Olivetti, and the friendships I made there live with me until today.
The news of members “departing” is naturally sobering but, as several have commented, a part of life at our age. And it is uplifting to read the many tributes to colleagues I may not have known at all or known marginally.
I sincerely hope that the site can continue in some form as some have suggested.
My best wishes to all and special thanks to Mauro.
Steve
La chiusura del sito sarebbe una perdita di testimonianze e memoria , leggo sempre i vostri interessanti commenti e sporadicamente sono anche intervenuto .
Senza acredine vorrei però farvi notare che avete sempre ricordato le vostre esperienze più o meno positive ma quasi mai avete analizzato la causa dei problemi strutturali in Olivetti a partire dagli anni ’80 ad oggi .
Da ex Olivetti che ha vissuto i periodi più duri posso dire che il punto di rottura fu a metà anni ’60 quando l’Azienda non riuscì a reggere il forte indebitamento subito per la divisione della grande elettronica ( Elea , ecc) , le banche italiane e la miopia dell’allora potere politico impedirono il sostegno alla Olivetti ( contrariamente all’estero dove la IBM veniva sostenuta dal Governo americano) e imposero di lasciare il settore della grande elettronica e la divisione fu venduta alla General Electric . Il colpo di grazia iniziò con l’avvento del PC ad inizio anni ’80 con il settore che si sviluppo’ attraverso la componentistica ed assemblaggio e l’avvento del microprocessore intel, il PC era solo IBM compatibile con sistema operativi Microsoft , ( compreso il nostro riuscitissimo M24 ) oppure Apple e i PC venivano assemblati ( pezzi da più produttori) in paesi dove il costo del lavoro era bassissimo, invece Olivetti costruiva in catene di montaggio e non più competitiva. L’avvento del PC mise fuori gioco tutta la produzione specializzata Olivetti che costruiva Calcolo e scrittura con prodotti differenti. Se a metà anni ’80 avessero licenziato e sostituito tutto il top management incapace forse le sorti aziendali potevano cambiare. Poi, a metà anni ’90 vi fu lo sviluppo della rete internet e Carlo De Benedetti ed Elserino Piol iniziarono la riconversione nelle telecomunicazioni con la creazione dal nulla di Omnitel ed Infostrada , ma De Benedetti fu estromesso nel 1996 perchè fu ostacolato dall’allora potere politico che fece intorno alla Olivetti terra bruciata . Subentrò Roberto Colaninno che vendette Omnitel ed Infostrada ma non reinvestì in azienda ed a fine anni ’90 fu avviata una truffa con la fusione con Telecom e la Olivetti cessò.
Caro Mauro,
ci conosciamo da tantissimi anni e so che leggi quello che pubblico sul sito “Spille d’oro Olivetti Milano e Lombardia” . Anche noi stiamo avendo il calo fisiologico per la scomparsa dei nostri amici, dei compagni di ufficio degli ex colleghi. Tantissime volte mi chiedo ” chi me lo fa fare?” e la risposta è la solita ….quante persone leggono i nostri scritti anche se non rispondono…..non possono? Non ci sono più?
Da vecchio Marconista penso ” magari da lassù qualcuno ci sente……”
Alla via così Mauro anche se avremo solo ricordi di un mondo che non c’è più…..vivremo di ricordi stupendi ricordi.
bruno
Grazie a chi ha mantenuto vivo il sito, che ho sempre seguito con attenzione anche se i miei contributi (scritti, commenti, ecc.) sono stati pochi. Sono stato quasi quarant’anni in Olivetti, trentanove per la precisione (1977-2016) e lo dico con orgoglio e rimpianto per l’esperienza, gli incontri e le opportunità vissute in amzienda.
Complimenti ai “tedofori” e un saluto a tutti gli olivettiani.
Sono estremamente dispiaciuto di questo annuncio, probabilmente prima o poi inevitabile, perche’ il tempo passa…
La Olivetti, che ricordo con immenso piacere come forse la mia piu’ bella esperienza professionale, almeno nei primi anni.
Solo un suggerimento:
Invece di chiudere tutto, perche’ non provate a creare un Gruppo Whatsapp, oggi forse piu’ semplice da gestire e interattivo, con tutti i riferimenti dei colleghi, in modo che a ciascuno di noi rimangano i contatti e non vengano persi? E cosi’ si possa interagire anche in futuro quando ognuno lo desideri.
Un carissimo abbraccio a tutti!
Carlo
Carlo Petronio (1978-1986)
Sono molto dispiaciuto perche’ partecipo a questa iniziativa dal 2011. Pur avendo interagito poco, contribuendo a qualche dibattito, ho sempre seguito con interesse le vicende di questo gruppo. Anche perche’ rispetto ai tedofori o a colleghi di grande anzianita’, io appartengo alle ultime generazioni e la mia permanenza in Olivetti, se pur limitata al decennio 1987-1997, compresa l’avventura in Infostrada, e’ stata la più significativa della mia vita professionale e, oserei dire umana. Per non disperdere questo patrimonio di esperienze, memorie, aneddoti e ricordi, maturato in questa comunita’, perche’ non si pensa alla pubblicazione di un libro? Ormai e’ abbastanza semplice autoprodurlo e potrebbe essere l’ultimo sforzo a cui tutti (i volenterosi qua rimasti) potrebbero contribuire. Non si tratterebbe di un amarcord ma di materia viva a lascito futuro, per non disperdere quanto fatto in quasi un ventennio di comunita’ olivettiani, ai cui organizzatori e animatori va il nostro ringraziamento per aver mantenuta viva questa appartenenza.
Grazie Mauro per la notizia, e grazie per aver dato agli iscritti questo magnifico servizio che ci ha collegati per anni, rafforzando ricordi comuni e non, e collegato amici che si erano dispersi nel mondo. Gli olivettiani non alzano bandiera bianca !
Non si può chiudere questa esperienza.
Spero che il sito possa rimanere vivo e attivo, non conosco contratto Amapola, ma se si tratta di rinnovare contratto, fornendoci un IBAN sicuramente troveremo i fondi per rinnovarlo.
Suggerirei intanto ai soci olivettiani che sul loro profilo non hanno indicato una email, di aggiungerla, così comunque andranno le cose, ci manterremo in contatto.
Corsggio e un grande abbraccio
Ignazio Barberis
Sono solo un iscritto che non ha mai partecipato ad incontri, che non ha svolto alcun ruolo, solo quello di assiduo lettore delle email che spesso in questi ultimi tempi hanno annunciato la scomparsa di un collega, di cui per alcuni di loro era noto solo il nome. Eppure questo luogo, questo nome “olivettiani”, hanno avuto il merito per me di rinverdire una appartenenza, uno spirito che accomunava, di rinverdire ricordi dai contorni ormai sfumati ma non cancellati…
Ho trascorso a Ivrea solo tre anni , dal 1990
Al 1993 ma sono stati decisivi nel mio percorso professionale.
Ottima l’idea di un libro dove ciascuno possa raccontare qualcosa su quanto vissuto in Olivetti.
Un Grazie a quanti si sono dati da fare
Carlo Salza
Gentili Signore e Signori,
chiarisco subito che non sono un ex Olivetti e che, pertanto, sono un olivettiano in quanto ne condivido l’orizzonte di idee e di valori. Sono un sociologo che lavora nel Servizio Sanitario della Campania, “infiltrato autorizzato” nella mailing list di olivettiani.org. Ho letto il messaggio del Dottor Ballabeni. È vero: negli ultimi anni la vostra comunità si è concentrata soprattutto sulla memoria, sul ricordo dei vostri colleghi e delle esperienze che vi hanno legato. È naturale, fa parte del vostro percorso umano e professionale.
Ma forse – e qui mi viene in mente proprio Adriano Olivetti – avete rischiato di guardare più al passato che al futuro. Lui ci ha insegnato che le idee, i valori e i progetti hanno senso solo se riescono a generare nuova vita, se riescono a passare di mano, se diventano semi per chi viene dopo di noi.
Per questo, più che chiudere, potreste pensare a un rilancio diverso. Una “Olivetti Academy”, ad esempio, potrebbe essere un modo per trasformare il patrimonio di competenze, visioni e valori in un’eredità viva da consegnare alle nuove generazioni. Non solo memoria, dunque, ma testimonianza attiva e naturale complemento della Fondazione Adriano Olivetti. Sarebbe bello immaginare un luogo, fisico o virtuale, dove studenti, giovani professionisti, innovatori possano incontrare lo spirito olivettiano, discuterne, reinterpretarlo, farlo proprio.
Il vostro sito è (stato?) un “luogo d’incontro” prezioso: potrebbe ora diventare un ponte tra passato e futuro, tra chi ha vissuto direttamente quell’esperienza straordinaria e chi può raccoglierne oggi l’insegnamento.
Con gratitudine per tutto ciò che avete fatto fino a qui, vi invito a considerare questa possibilità. Sarebbe il modo più coerente con la lezione di Adriano: non chiudere, ma trasformare.
Un caro saluto,
Mauro Mascia
Mi unisco al coro dei (non) pochi rimasti, per dispiacermi di ciò e suggerire alternative, magari sulla falsa riga di quanto proposto da Mauro Mascia. Di non facile realizzazione? Certamente, ma l’obiettivo potrebbe essere ambizioso e ne varrebbe la pena.
Buon lavoro e un caro saluto.
Daniel Molco
Ciao Daniel
anche a me la proposta di Mauro Mascia contiene un interessante spunto di riflessione . Perchè non provarci ?
Un abbraccio
Giuliano
Ogni volta che si spegne una voce nata dalla storia Olivetti è senza dubbio una perdita. Tuttavia ricordo a tutti i lettori di questo sito ed in particolare a coloro che auspicano di poter avere un” luogo, fisico o virtuale, dove studenti, giovani professionisti, innovatori possano incontrare lo spirito olivettiano, discuterne, reinterpretarlo, farlo proprio ” che esiste e punta al futuro l’Associazione Spille d’Oro Olivetti, nata nel 1946 e tuttora molto attiva e, a differenza di quanto pensano ancora molte persone che sia una associazione di ex-dipendenti che abbiano fatto 25 anni di azienda, da anni è aperta a tutte le persone, ex-dipendenti e non, fra cui le nuove generazioni, che vedano nella frase precedente dei valori da condividere.
Con la presidenza di Matteo Olivetti che, per l’appunto, non ha mai lavorato in Azienda è stato recentemente ridefinito lo Statuto, ponendo molta attenzione agli aspetti che vengono qui riportati. Ne riprendo alcune:
” L’Associazione si propone i seguenti scopi:
• Valorizzare i principi etici, le qualità professionali e in generale la cultura industriale e sociale Olivetti, ivi compreso il patrimonio architettonico, e contribuire allo sviluppo di iniziative di Enti ed Associazioni aventi gli stessi scopi e finalità di solidarietà sociale, proponendosi anche come elemento di aggregazione delle associazioni olivettiane in Italia e nel mondo.
• Rafforzare ed estendere i legami tra le generazioni di lavoratori che hanno contribuito a consolidare ed hanno condiviso i valori della cultura industriale Olivetti.
• Individuare nel territorio le realtà, produttive e non, la cui attività sia coerente con i principi etici e sociali indicati prima, e promuovere attraverso il loro coinvolgimento lo sviluppo del territorio secondo criteri di sostenibilità e progresso sociale ed economico.
• Promuovere la formazione di persone in grado di trasmettere a loro volta i valori della tradizione Olivetti
• Promuovere iniziative sociali, culturali e ricreative per i Soci, con l’intento di mantenere salde e sviluppare le relazioni amichevoli tra loro.
• Promuovere iniziative di solidarietà a favore dei Soci più anziani o invalidi, mantenendo i contatti sul piano locale, nazionale ed internazionale sia con le Associazioni e gli Enti che rappresentano e tutelano gli interessi dei lavoratori anziani e dei pensionati, sia con quelle Associazioni che si propongono di valorizzare l’esperienza professionale degli anziani nel settore del volontariato.
• Tutelare e conservare nel tempo la memoria storica delle Spille d’Oro.
Per il conseguimento dei suoi scopi, l’Associazione ricerca il collegamento con altre associazioni di radice olivettiana, gestisce un archivio documenti, provvede all’edizione di notiziari e di pubblicazioni per i Soci e può organizzare mostre, convegni ed incontri di studi ”
Fra le iniziative ci piace segnalare l’assegnazione del ” Premio Camillo e Adriano Olivetti all’Impresa Innovativa e Responsabile ” giunto alla 3a edizione, già con 20 aziende premiate, e molto altro ancora che potete trovare nel sito ” http://www.spilledorolivetti.it ”
La nostra segreteria, al telefono 0125425767 e alla mail ” spilledoro@gmail.com ” può dare tutte le informazioni al riguardo.
Per gli orfani di ” olivettiani.org ” questa è una nuova possibile collocazione nello spirito olivettiano.
Un saluto a tutti
Flavio Serughetti
Anche io sono molto dispiaciuto ma comprendo molto bene le motivazioni, e ringrazio Mauro e i tedofori per l’impegno che hanno profuso per aver tenuto vivo questo luogo di incontro . Credo abbia ragione Mauro Mascia, abbiamo guardato più al passato che al futuro, ma ciò è naturale, abbiamo tutti condiviso una grande esperienza d’impresa e non solo, che ci portiamo sempre appresso e non riusciamo a dimenticare. Personalmente ho contatti con alcuni di noi via Facebook o Whatsapp; potremmo creare un nuovo luogo di incontro su una di queste piattaforme. E magari su di esse potremmo più facilmente dare un contributo su temi più ampi, come, in parte stiamo già facendo. Personalmente, ad esempio, sono sempre più preoccupato dalla crescita, indipendentemente dalle posizioni politiche che possono essere le più variegate, degli estremismi nazionalistici che somigliano molto a quello che accadde negli anni 30 . eccetera eccetera. Un abbraccio, Pier Luigi
Cari colleghi, i vostri commenti sono tutti così appassionati e alcuni contengono indicazioni così concrete che vale la pena di pensarci su. Non dico per confermare la chiusura o per pensare a una ripartenza, ma proprio per lavorare su delle idee e dare un segnale di vita. Ne parlerò con Mauro e con gli altri (pochi) “tedofori” rimasti.